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Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau (AIFO) |
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Un santo patrono per i diritti umani Padre Damiano: “Un po’ di
taro, un pezzo di pesce e un bicchiere d’acqua”
Guardando ai 16 anni della sua vita spesi a
Kalaupapa attraverso gli occhi di quelli che lo conobbero meglio, questo
libro si concentrerà sull’amore di Padre Damiano, la sua pazienza e la sua
fervente fede nella giustizia. Le relazioni di padre Damiano con i nativi
hawaiiani: “...non potresti desiderare gente migliore, gentile, di buone maniere, straordinariamente tenera. Non cercano mai di accumulare ricchezza o vivere nel lusso, o rivestirsi di abbondanza, ma sono sempre ospitali e pronti a privarsi del necessario per darti ciò che vuoi se hai bisogno di un riparo per -- Padre Damiano descrive gli hawaiiani a suo fratello,
Father Pamphile, nel 1864 “Padre Damiano era solito venire nella nostra casa a
Pelekunu. Quando gli chiedevamo se voleva qualcosa di speciale da mangiare,
rispondeva “non disturbatevi, mangerò quello che avete”. Era contento con un
po’ di taro, un pezzo di pesce e un bicchiere d’acqua. -- Joseph Manu, che conobbe padre Damiano per 16 anni e
lo portò in canoa nelle valli della costa nord dell’isola di Molokai. Relazioni di padre Damiano con i genitori di
bambini che erano portati via dalle proprie famiglie e spediti a Kalaupapa a
causa della lebbra: “Le mando questa breve nota perché abbiamo spedito
alcuni regali di Natale a nostro figlio Peter Camacho, sotto la sua cura. Le
chiediamo di aprire la scatola di persona e darla a lui, qualunque cosa
contenga. Un pacchetto di crackers e qualche giocattolo per divertirsi un
po’. Caro Padre Damiano, le sono molto grato per la cura di mio figlio in
quella strana terra senza speranza per noi di vederlo ancora in questo mondo.
Dica a Peter che gli mandiamo il nostro amore…”. -- Francisco Camacho a Padre Damiano, dicembre 1888, per il figlio di nove anni Peter che era stato spedito a Kalaupapa quell’anno. Padre Damiano parla della difficoltà di essere
separati dalle famiglie: Nelle sue memorie, Ambrose Hutchison, che fu spedito a Kalaupapa nel 1879 a causa della lebbra e che assunse lì un ruolo direttivo, descrive come egli e padre Damiano sedevano insieme e chiacchieravano nei “momenti di svago”. Egli ricorda il grande amore di padre Damiano per la sua famiglia: “...parlandomi di loro, la sua emozione lo sopraffaceva e rimaneva in silenzio alcuni momenti. Naturalmente, durante questo momento di silenzio io sentivo e condividevo lo stesso sentimento di amore di quel gentile e tenero sacerdote. Caro Padre Damiano. E’ l’eredità comune di tutta la gente custodire il ricordo e l’amore di coloro che abbiamo a cuore”. -- Ambrose Hutchison, amico di padre Damiano per 10
anni. La fede nella giustizia di padre Damiano e la sua
comprensione del tributo di sofferenza che la separazione imponeva alle
persone hawaiiane: “Nel compiere I miei doveri di sacerdote, essendo in
contatto quotidiano con persone stressate, ho visto l’effetto terribile della
separazione forzata dei coniugi. Essa dà loro una tale oppressione mentale
che, alcune volte, è più insopportabile della pena della malattia stessa…”. “Penso che sia solo giustizia, e in accordo con la legge divina e umana, che a mariti e mogli fedeli... sia permesso di accompagnare i loro coniugi in esilio a Kalawao”. -- Padre Damiano, Rapporto al Comitato di Salute delle
Hawaii, 1886 Rapporti di padre Damiano con la Famiglia reale
delle Hawaii: “La gente qui mi sostiene qualunque cosa io chieda, grazie al vostro generoso e caritatevole lavoro per queste persone... Prego Dio Onnipotente di aiutarci in questa grande opera... con i migliori auguri a voi e al nostro amato popolo.” -- La regina Kapiolani a padre Damiano, 1884 La fede e l’amore di Padre Damiano: “Aveva grande fede in Dio e sempre Lo pregava per ottenere ciò di cui aveva bisogno, anche nella sofferenza. Per questo era sempre così forte e coraggioso. Non perse mai il coraggio. Lo so perché l’ho visto. Grande deve essere stato il suo amore per gli altri, poiché non smise mai di confortarli, incoraggiarli e visitarli nelle loro case ed era pronto a sacrificare tutto per alleviare la loro sofferenza. Quando erano in punto di morte, pregava con loro e per loro”. -- David Ilihia, che fu interrogato dalla Chiesa cattolica nel 1938 come testimone per la causa di Padre Damiano. Eredità di padre Damiano: “Amo Padre Damiano... Penso a lui come la mia stella polare – Mi guida”. “Dignità non è qualcosa che gli altri possono darti. E’ qualcosa di insito in ognuno di noi. Riconoscere la dignità insita in ogni essere umano è l’inizio dei diritti umani”. -- Bernard K. Punikai`a, compositore, musicista e
avvocato dei diritti umani, che fu separato da sua madre a sei anni a causa
della lebbra e fu mandato a Kalaupapa nel 1942 all’età di 11 Dall’epilogo: “Nel 21° secolo, le sfide della lebbra sono
legate al raggiungimento dell’eguaglianza, giustizia e diritti umani. In
tutto il mondo, persone guarite dalla lebbra continuano a vedersi negati i
propri diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani... “Persone le cui vite sono state sfidate dalla lebbra
oggi promuovono con forza il loro diritto ad una piena e paritaria
partecipazione a tutte le decisioni che concernono la loro vita e la loro
storia. Finché le persone colpite dalla lebbra non riconquisteranno in
pieno il loro ruolo di diritto nelle loro case, comunità, nazioni e nella
loro storia, la lebbra rimarrà una sfida essenziale a una componente vitale
delle discussioni internazionali sui diritti umani e le relative
responsabilità” *** |
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